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Iyengar Yoga Institute Milano

Journal

Yoga Studies

04 Marzo 2021

Un' evoluzione virtuosa del mercato dello Yoga

a cura di Barbara Biscotti e Chiara M. Travisi


Un’evoluzione virtuosa del mercato dello Yoga

a cura di Barbara Biscotti e Chiara M. Travisi

 

Chiara M. Travisi: PhD in Economics and Business Administration; Insegnante Iyengar® Level 3, Membro del Consiglio Direttivo LOY (Light on Yoga Italia, Ass. Italiana Iyengar Yoga)

Barbara Biscotti: Prof.ssa di Dritto Romano e Diritti dell'Antichità menbro del Consiglio DIrettivo della YANI (Yoga Associazione nazionale Insegnanti) 

 

 

La diffusione dello Yoga negli ultimi anni ha visto un’accelerazione sorprendente, sia a livello nazionale che internazionale, che ha avuto il suo culmine, emblematico, nella risoluzione 69/31 della General Assembly delle United Nations. La ricorrenza dell’International Day of Yoga sancita dalle United Nations ogni solstizio d’estate, infatti, non solo ha suggellato il trend mondiale di crescita di interesse e audience verso questa pratica, ma ne ha attestato il potenziale valore capitale come contributo al benessere ed alla salute individuale e collettiva[1].

Dopo il moto di esultanza che è stato condiviso dalle schiere di praticanti, insegnanti e scuole yoga in tutto il mondo – che si potranno d’ora in poi fregiare di tale riconoscimento – è ora tempo che il ‘settore yoga’ giunga ad un altro tipo di riflessione meno autocelebrativa, ovvero: questa enorme aspettativa dei praticanti yoga innescata dalle United Nations è ben riposta?

Lasciate che due Associazioni di yoga Italianestoriche – YANI[2] e LOY[3] – facciano, per queste poche righe, gli avvocati del diavolo, guidandovi in una riflessione, forse un po’ scomoda ma necessaria, sul mercato dello yoga nazionale. Si, ‘mercato’: perché l’interazione tra la crescente ‘domanda di yoga’ (lezioni, corsi, seminari, corsi di formazione, viaggi, ritiri, attrezzi, abbigliamento, riviste, ecc.) e la molteplice e variegata ‘offerta di yoga’ (solo negli Stati Uniti si possono contare almeno 25 tipi principali di yoga posturale diversi, ma è di certo una sottostima) ha innescato né più né meno un ‘mercato’, nel senso economico del termine: scambi e interazioni tra ‘fornitori di yoga’ e ‘acquirenti di yoga’.

Ebbene, con quasi 3 milioni di praticanti regolari in Italia[4], in continua crescita, urge riflettere sulla solidità di una professione, quella dell’insegnante di yoga, fino a poco tempo fa completamente deregolamentata e auto-referenziale. Al netto delle altissime aspettative in termini di benessere individuale e collettivo che il termine yoga si porta ormai appresso, qual è il reale panorama qualitativo degli insegnanti yoga italiani e del ‘mondo yoga’ nazionale?

Non spetta a noi dare giudizi ma risulta davvero difficile per chi, da non addetto ai lavori, si affaccia su questo variegato mondo destreggiarsi tra la moltitudine di proposte e la pluralità di soggetti che si offrono come prestatori di ‘servizi yoga’. Ancor più difficile, orientarsi nella scelta: quale tipo di yoga, quale insegnante, quale scuola? E poi ancora, chi si può fregiare del titolo d’insegnante di yoga, quali garanzie per gli utenti? come mettersi nelle mani giuste? Questioni assai poco banali alla luce dell’attuale giro d’affari.

È qui che inizia il nostro breve racconto di uno sforzo comune intrapreso da YANI e LOY – iniziato nel 2013 in seguito all’entrata in vigore della norma nazionale n.4/2013 sulle professioni non regolamentate – che ha portato, il 6 Dicembre 2016, all’entrata in vigore la norma UNI 11661:2016 sulla figura professionale dell’Insegnante di Yoga: una bella sinergia, pur nella diversità delle impostazioni e tradizioni yoga di riferimento, che ha permesso di giungere alla conclusione dell’iter per la redazione della norma, primo esempio in Europa e nel Mondo. Nella norma non si trovano, infatti, risposte alla quasi amletica domanda ‘quale sia il vero Yoga’, che alcuni si pongono, un po’ velleitariamente. Redatta con l’intento di applicare rigore e uniformità di approccio, la norma UNI 11661:2016definisce le competenze, le conoscenze e le abilità dell’insegnante di yoga professionista, secondo quanto previsto dalla legge n. 4/2013 sulle figure professionali non regolamentate, in conformità al Quadro Europeo delle Qualifiche (European Qualifications Framework EQF). Pur non essendo vincolante, la norma UNI viene quindi a costituire – laddove vi sia una controprestazione di natura economica – l’unico, imprescindibile riferimento in relazione ai requisiti della professionalità dell’insegnante di yoga. Da pura commercializzazione a professionalizzazione, il passo è stato lungo, ma doveroso.

A distanza di quasi 4 anni dalla sua entrata in vigore, urge più che mai tornare a dare enfasi all’esistenza di questo riferimento normativo. Lo scorso XX Ottobre infatti, YANI, LOY e AIASCERT – quest’ultimo, organismo accreditato di certificazione di persone secondo la norma UNI CEI EN ISO 17024 – hanno pubblicato loschema di certificazione degli Insegnanti di Yoga secondo la Norma UNI 11661:2016, che inaugura ufficialmente la possibilità per i professionisti del settore di certificarsi a norma UNI.

In altri termini, e qui risiede la vera rivoluzione, laddove fino ad oggi esistevano solo certificazioni auto-referenziali e non super partes – si pensi ai numerosissimi certificati e patentini di ‘insegnanti di yoga’ rilasciati a pagamento da varie scuole, associazioni ed enti del settore dopo percorsi formativi anche assai brevi – oggi gli insegnanti professionisti potranno accedere a un processo di ammissione, valutazione e certificazione secondo uno standard internazionale (la norma UNI CEI EN ISO/IEC 17024), vigilato annualmente da un Ente super partes di Accreditamento (Accredia, in Italia).

La competenza professionale nello svolgimento del proprio lavoro è un aspetto generale al quale ciascuno di noi è sicuramente sensibile e che influisce in molte scelte quotidiane di acquisto: la competenza fa giustamente parte delle nostre aspettative nei confronti degli altri. Amaggior ragione essa a nostro avviso rappresenta un valore e un dovere per chi esercita una professione che può avere un effetto molto benefico per il benessere individuale e collettivo, ma che potrebbe altrettanto mettere a rischio i praticanti se esercitata senza adeguate competenze.

La certificazione UNI dell’insegnante yoga non è quindi un atto meramente burocratico ma va intesa come l’inizio di una evoluzione virtuosa del ‘mercato dello yoga’ nazionale, che ci auguriamo possaaffermarsi in Italia come elemento di garanzia di oggettiva di qualità, sia presso enti ed istituzioni pubbliche che presso il pubblico di praticanti, seguendo la tendenza già rilevabile in altre culture professionali.

 

[1][..] Underscoring the fact that global health is a long-term development objective that requires closer international cooperation through the exchange of best practices aimed at building better individual lifestyles devoid of excesses of all kinds,
Recognizing that yoga provides a holistic approach to health and well-being,

R ecognizing also that wider dissemination of information about the benefits of practising yoga would be beneficial for the health of the world population [..]

[2] YANI: Yoga Associazione Nazionale Insegnanti, fondata nel 1999.

[3] LOY: Light On Yoga

[4]Indagine Nielsen per COOP 2019.

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